Rugby Mogliano

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Le chicche del Rugby...a Mojan!

If you pay peanuts..., you buy monkey!!!

Il "Fisio"Tommaso Cattaneo intervistato da Sixtus

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20120222laziovsmogliano-1005

 

Un estratto dell'intervista al nostro fisioterapista Tommaso "Tommy" Cattaneo (in foto) per la rivista Sixtus inviata agli operatori sanitari.

«Arrivo al rugby per caso, per sostituire un collega, prima lavoravo solamente in una casa di cura. Inizio con l’U20, ultima tappa del settore giovanile. Poi, un anno dopo, il passaggio nella massima serie con la prima squadra». Tommaso Cattaneo è in forza al  Mogliano rugby, piccola grande realtà ovale da alcuni anni protagonista di buoni campionati. «Sempre nel segno di quell’amatorialità - se non di fatto, almeno di fondo - che caratterizza il rugby della nostra penisola, Benetton e Aironi esclusi. Qui di passi più lunghi  della gamba neanche l’ombra, solo lenta e giudiziosa ascesa»

Che differenza c’è fra i muscoli dei ragazzi e i professionisti dell’Eccellenza?
Uno dei problemi del movimento è che si inizia a giocare tardi. Quindi l’abitudine ai placcaggi viene con il tempo e, soprattutto, ci vuole un bel po’ prima che il fisico cresca come è richiesto a livello professionale. Non è calcio o basket, qui la preparazione è
molto più dura. La differenza è tutta a livello di sviluppo fisico.

Infortuni simili quindi tra grandi e piccini?
Sì, in mischia qualche fastidio ai polpacci; i tre quarti sono invece interessati dagli stiramenti ai muscoli posteriori della coscia (ischiocrurali) per via delle intense e improvvise accelerazioni/decelerazioni. O, più raramente, per i calci.

Anche negli altri sport si assiste a questi gesti tecnici, perché nel rugby sono più frequenti questi allungamenti malsani?
La condizione di gioco lo impone, bisogna dare il massimo in brevi attimi: la falcata di un ala a calcio può essere morbida, progressiva perché il contrasto o l’opposizione è sul pallone. Con l’ovale in mano bisogna scappare con il corpo dall’avversario,
si tende a dare qualcosa in più.

I rugbisti sono soliti ad andare oltre: dolori, piccoli infortuni vengono spesso sottovalutati. Dal
suo punto di vista come la vede?

Li considero un po’ degli eroi, hanno dei recuperi prodigiosi e tendono a sminuire sempre la portata di un problema. Però il confine tra coraggio e avventatezza è piuttosto sottile, ogni tanto bisognerebbe legarli o - come faccio io - comportarsi da carabiniere.

Prodotto Sixtus d’elezione?
Tensoplast da 10 cm.

10 cm??!!
Sì, è perfetto per i giganti della mischia. Poi qui il tape si usa per tutto: dai bendaggi alle fasciature sulle cosce per le touche (le rimesse
laterali ndr), fino al classico giro intorno alla testa per limitare gli sfregamenti in mischia chiusa. A seguire l’anaelastico, principalmente per polsi e caviglie.

Dream K?
Assolutamente sì, anche in maniera massiccia. Per il drenaggio degli edemi è utilissimo, idem per contratture agli arti inferiori. La comodità è che può essere “indossato” anche per tre giorni di fila, senza che l’atleta se ne lamenti.

Da quest’anno è arrivato anche Red
Coral, un gioiellino.
Salto di qualità, senza dubbio. Semplicissimo da usare, versatile, apprezzato dai giocatori. Poi per il post acuto è quello che ci vuole:
accelerare il recupero nel rugby è fondamentale, visti gli impatti e i traumi all’ordine del giorno.

icon Qui il pdf dell'intera rivista.

Ufficio Stampa Rugby Mogliano



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